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Netflix investe nell’effetto nostalgia

È tempo di revival: Netflix riporta alla luce vecchie serie tv

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Nel caso ve lo siate perso, tra il fervore del nuovo film di Star Wars e le prime indiscrezioni sui favoriti agli Oscar 2016, pochi giorni fa sono apparse su Twitter le foto di un set in ricostruzione: la scuola di danza di Miss Patty e il locale di Luke inaugurano quella che sembrerebbe essere l’ottava stagione di Gilmore Girls (in Italia Una Mamma per Amica).
Circa tre mesi fa, infatti, la notizia che Netflix in coproduzione con la Warner Bros, avrebbe realizzato un sequel sotto forma di miniserie, ha scatenato l’entusiasmo di moltissimi fan, che a otto anni dall’ultima stagione, dopo campagne social e petizioni accorate, possono finalmente sperare in un finale diverso da quello che nel 2007 deluse moltissimi telespettatori. Eppure, nonostante siano trascorsi non pochi anni dalla fine della serie, Gilmore Girls conquista negli Stati Uniti un pubblico sempre crescente oltre a una già consolidata fan base, grazie anche alla presenza dell’intera serie nel catalogo di Netflix.

Durante la reunion del cast della serie presso l’ATX Television Festival di Austin nel Giugno 2015, la creatrice dell’universo Gilmore, Amy Sherman-Palladinoha dichiarato come il servizio di streaming online abbia permesso ad un nuovo pubblico, presumibilmente ancora in embrione quando la serie debuttò nel 2001, di scoprire il prodotto e appassionarsi ad esso.
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In molti sostengono che il vero punto di forza di Netflix sia però rappresentato dalla creazione di contenuti originali a sfavore di quella “operazione nostalgia” che farebbe rivivere vecchie serie.
Diversamente, Ted Sarandos, Chief Content Officer di Netflix, accoglie positivamente progetti che re-inventano shows o film datati con i quali gli abbonati al servizio sono cresciuti. I dati raccolti sulle abitudini di consumo, dimostrano un proficuo interesse verso contenuti ai quali si attribuisce un valore nostalgico, elemento che condurrebbe gli addetti ai lavori a proporre nuove idee, ma con gli stessi personaggi e universi che la gente di tutto il mondo ha con il tempo imparato a conoscere e ad amare. Detto ciò, non necessariamente la produzione di questi contenuti è vincolata da specifiche esigenze narrative in linea con quanto visto durante la prima messa in onda della serie, ovvero, l’obiettivo di Netflix è quello di proporre sequel o prequel delle serie originali attraverso strutture narrative alterate, il tempo della narrazione cambia e amplia il punto di vista dello spettatore.
Come nel caso di Arrested Development – Ti Presento i Miei, la cui quarta stagione (prodotta a sette anni di distanza dalla precedente) è stata resa disponibile in esclusiva su Netflix nel 2013 e in Italia il 22 Ottobre 2015 poco dopo il lancio della piattaforma nel Paese. Gli episodi, anche attraverso svariati flashback, si concentrano principalmente sui protagonisti della serie che sono chiaramente più “vecchi” e che attraversano fasi della vita diverse rispetto a quanto visto nel finale della terza stagione. George Michael Bluth, interpretato da Michael Cera, frequenta ad esempio il college, sono trascorsi infatti diversi anni dal ruolo di studente liceale che interpretava quando lo show andò in onda su Fox tra il 2003 e il 2006.
All’inizio del 2015, Netflix ha anche distribuito una miniserie prequel composta da 8 episodi da 30 minuti della commedia statunitense Wet Hot American Summer. La serie narra le vicende trascorse prima della partenza per il campo estivo, i personaggi sono gli stessi del film e interpretano degli adolescenti, nonostante gli attori siano più che trentenni e anche più famosi rispetto al debutto del film nel 2001.
Un altro esempio è quello di Full House, noto al pubblico italiano come Gli Amici di Papà, per cui è prevista una serie sequel intitolata Fuller House con 13 episodi disponibili su Netflix a partire da quest’anno, ben 20 anni dopo l’ultimo episodio trasmesso nel 1995. Anche in questo caso il cast è il medesimo della serie originale, i personaggi hanno chiaramente un’età più avanzata e nuove professioni, accanto a questi non mancherà ovviamente una nuova generazione di ragazzi.

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Naturalmente, Netflix non è l’unico servizio a riportare alla luce le “gemme del passato”. Il 24 Gennaio negli Stati Uniti e il 26 in Italia debutterà su Fox The X-Files, la miniserie in sei episodi che porterà nuovamente in azione gli agenti Mulder e Scully. Nel 2017 si attende invece il revival in onda su Showtime della serie cult Twin Peaks con nove nuovi episodi diretti da David Lynch e Mark Frost.

Ciò che però è interessante nel caso di Netflix, è che distribuisce revival di prodotti che non sono stati originariamente creati dal servizio streaming, per quanto riguarda Fuller House ad esempio, la sit-com originale non è neanche disponibile nel catalogo d’offerta della piattaforma. Come dichiarato da Cindy Holland, vice presidente dei contenuti originali di Netflix, in occasione dell’annuncio di un sequel di Full House, l’obiettivo è quello di introdurre una nuova narrazione legata alla sit-com in grado d’intercettare ed entusiasmare i fan esistenti di tutto il mondo, da coloro che sono cresciuti con la distribuzione lineare degli episodi sul piccolo schermo, a una nuova generazione di spettatori, cresciuta con la famiglia Tanner attraverso le syndacation.

Per Gilmore Girls l’obiettivo non è poi diverso, ma in questo caso Netflix dispone di quei dati necessari per conoscere esattamente il numero degli utenti che fruisce la serie, essendo questa disponibile nel catalogo della piattaforma. Proprio grazie ad un vasto database di analisi sulle nostre abitudini di visualizzazione, fino al punto di determinare con quale episodio si è ufficialmente dipendenti dalla serie, Netflix applica l’effetto nostalgia dell’utente come parametro per capire quali contenuti possono funzionare e quali no.
La scelta di “rivitalizzare” vecchi contenuti può certo rappresentare un rischio notevole se consideriamo le aspettative elevatissime: si tratta di serie che abbiamo visto, rivisto e amato e che, un po’ come una “madelaine proustiana” ci riportano indietro nel tempo. Il valore sentimentale qui è determinante, ma Netflix lo sa ed è proprio in questo che investe per intercettare nuovi utenti e soddisfare i fan più appassionati di tutto il mondo.

 

 

 

 

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